La nostra pelle, se viene stesa è qualcosa di enorme, tanto grande da essere più grande di qualsiasi nostro organo. Ebbene sì, la pelle è l’organo più grande del nostro corpo. Eppure, probabilmente, alcuni dei numeri che seguono non li avete mai considerati, e vi sembreranno sorprendenti. Prima di parlare di tatuaggi permanenti, vediamone qualcuno.

Se volessimo pesare la pelle di un normale adulto, la bilancia indicherebbe circa 3,5 kg, corrispondente a circa il 5% del suo peso corporeo.

Immaginando invece di poterla stendere sul pavimento, questa coprirebbe un’area di circa 1,5-2 metri quadrati. Vedetela così: la stessa area in alcune località eleganti di Mumbai, in India, costerebbe circa 15.000 euro. Comunque, sembra insensato paragonare l’area della nostra pelle con un immobile.

In termini di funzioni che svolge per il nostro corpo (un condizionatore d’aria personale, un sistema di riscaldamento, uno scudo, un sensore, un sistema di idratazione e molto altro), ben, la nostra pelle è senza dubbio un bene con un prezzo inestimabile.

Quando progettate quindi di “costruire” qualcosa sulla vostra pelle, pensateci bene: abbatterlo sarà difficile.

Tatuaggi permanenti

Per capire come funzionano i tatuaggi permanenti, è necessario comprendere la struttura di base della pelle.

Strati: ci sono 3 strati principali di pelle – l’epidermide, il derma e l’ipoderma. Lo spessore della pelle varia a seconda della parte del corpo. Ad esempio, le palpebre sonmo la zona del corpo dove la pelle è più sottile. E, visto che la pelle sottile è più leggera, riusciamo a sbattere le palpebre in un batter d’occhio!

Ma perché un tatuaggio sulla pelle è permanente? Ecco una semplice spiegazione.

I tatuaggi sulla pelle diventano permanenti grazie ai tre diversi strati visti sopra. Per tatuare la pelle, un ago perfora l’epidermide e inserisce particelle di colore all’epidermide. Il corpo, come con ogni ferita, lancia l’allarme e manda i globuli bianchi a “catturare” queste particelle colorate. Queste particelle, però, sono troppo grandi per essere assorbite dai globuli bianchi e, di conseguenza, rimangono lì in modo permanente.

Altre considerazioni

  • Un tatuaggio non è completamente permanente: con il passare degli anni, man mano che il pigmento si sposta e le pieghe della pelle cambiano, i “tatuaggi permanenti” perdono la loro nitidezza e iniziano a sbiadire o a distorcersi, perdendo di definizione. A questo punto, c’è chi inizia a rimpiangere la decisione di tatuarsi e opta per un trattamento di rimozione con il laser; altri, invece, scelgono di “ribattere” il tatuaggio originale per ridargli freschezza e definizione. Altri ancora, invece, decidono di lasciarlo com’è!
  • I tatuaggi possono uccidere (ma è rarissimo). Se prurito, gonfiore, eruzioni cutanee e altre reazioni della pelle dovute ai tatuaggi sono molto comuni, bisogna sapere che i tatuaggi possono anche uccidere. Un inchiostro di bassa qualità può contenere sostanze chimiche pericolose, che vanno da sostanze potenzialmente cancerogene alla presenza di piombo, e un’altra preoccupazione possono essere le malattie portate da aghi non sterili: per questo, non fidatevi dei tatuatori della domenica ma rivolgetevi a dei professionisti. Vale la pena ripetere che morire per un tatuaggio non è raro, è estremamente raro.
  • Carriera: in alcuni ambienti, per alcune persone o in determinati luoghi di lavoro i tatuaggi visibili possono essere un ostacolo alla carriera. Prima di tatuarvi, pensate se rientrate in uno di questi casi e se, eventualmente, potete coprire i tatuaggi sul luogo di lavoro. O se, magari, non vale la pena cambiare lavoro.
  • La rimozione dei tatuaggi può essere costosa, e con le tecnologie attuali il risultato non è sempre perfetto.
  • Può essere una buona idea trovare qualche altro modo per dimostrare il tuo amore a una persona: tatuarsi il suo nome può non essere l’idea migliore.

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